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Altroconsumo; azione collettiva contro Apple e Samsung

Se acquistiamo 500g di pasta, ci aspettiamo di trovare dentro alla confezione 500g di pasta. Se ce ne sono 400, ci rivolgiamo a qualcuno che prenda provvedimenti per il produttore. Sembra scontato, ma quando si tratta di smartphone, evidentemente, siamo meno categorici.

Non tutti siamo appassionati di tecnologia, ma sono sicura che molti utenti attenti si sono accorti che in uno smartphone venduto con 32 GB di memoria, quelli che effettivamente sono a nostra disposizione sono molti meno. Perché? Perché nessuno ci avverte del fatto che, questi GB sono lordi; contengono, infatti, il sistema operativo!

La tecnologia fa passi così grandi e i prodotti immessi sul mercato sono talmente tanti che le varie associazioni per i consumatori sono rimaste un po’ indietro, ma negli ultimi tempi Altroconsumo ha iniziato ad indagare sulle incongruenze tra le caratteristiche di smartphone e tablet dichiarate e quelle realmente esistenti.

Il risultato di queste indagini? È stato verificato che, oltre un terzo dei gigabyte dichiarati da Samsung e Apple è inutilizzabile, poiché occupato dal sistema operativo e da app preinstallate.

La sentenza di Altroconsumo decreta che, tale comportamento influenzi i consumatori nelle scelte d’acquisto, poiché si lasciano convincere da caratteristiche che poi, effettivamente, non esistono.

Non solo l’utente si trova ad aver meno spazio per nuove app di suo interesse, foto o video, ma si troverà a non aver più la possibilità di aggiornare il sistema operativo, per questo, Altroconsumo ha deciso di avviare una class action perché sia riconosciuto un rimborso ai consumatori che hanno acquistato un dispositivo Samsung o Apple che si è poi dimostrato non conforme con quanto pubblicizzato.

Per ora, l’azione riguarda solo i due colossi della telefonia, ma sono attese anche segnalazione di dispositivi di altri marchi.