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Google Earth: le ipotesi incredibili sulle aree oscurate.

Ci sono delle zone nel globo che, se cercate con Google Earth, appaiono oscurate. Ufo, testate nucleari, esperimenti segreti; fantasia? No, semplici ipotesi.

Risale a più di dieci anni fa il rilascio di Google Earth, questa fantastica applicazione ci consente di scrutare centimetro per centimetro tutte le aree del pianeta, poiché il software riesce a visualizzare praticamente tutto il mondo attraverso riprese satellitari di grande precisione. Ma ci sono delle aree, rese note già da qualche anno, alle quali nemmeno Big G ha accesso; queste, se cercate, faranno apparire immagini oscurate, distorte o pixelate.

Perché esistono zone off limits? Negli anni le domande sono state tante e, le ipotesi, ancora di più. In una recente indagine condotta dal sito inglese news.com.au, sono state raccolte le ipotesi più cospirative mai fatte, eccone alcune:

# HAARP

Collocata negli Stati Uniti, secondo alcuni questa zona sarebbe stata oscurata per la presenza di Ufo, mentre per altri per nascondere misteriose attrezzature utilizzate dal governo per controllare le menti e il tempo.

# LA CITTÀ SEGRETA DELLA RUSSIA

Off limits è anche una vasta area della tundra siberiana, completamente oscurata da Google Earth. Secondo alcune teorie, in questi centri venivano condotti degli esperimenti segreti.

# BASE AEREA DI VOLKEL

Si tratta di un aeroporto militare nei Paesi Bassi, le immagini di Google Hearth appaiono completamente pixelate e, nonostante si tratti di uno dei paesi con maggiori censure, l’aeroporto corrisponde all’area in cui per anni sono state condotte ricerche nel campo delle armi nucleari. Coincodenze?

# BAKER LAKE

Grandi sezioni di questo territorio nel Nord del Canda non sono accessibili su Google Earth, pane per i denti di un famoso teorico di cospirazioni, che insinua che proprio qui siano nascosti i segnali di luce che indicano agli extraterrestri il percorso da compiere per arrivare sulla Terra.

# KEOWEE DAM

Conosciuta per i suoi numerosi impianti di energia idroelettrica e per quelli di raffreddamento dell’acqua per la stazione nucleare di Oconee, quest’area del Sud Carolina è per molti la “Fukushima americana”, per le attività nucleari che vengono ancora portate avanti.